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A riflettori spenti: Il Divo a Cannes

15/09/2008
Tra le suggestioni del grande cinema d’inchiesta italiano e le influenze della cultura pop, Paolo Sorrentino firma un film insolito e originale. Una pellicola ‘dirompente’ e avvolgente, in cui la vita di Giulio Andreotti diventa un modo per ripercorrere un pezzo importante della storia d’Italia e, al tempo stesso, per riflettere in maniera nuova sui compromessi legati alla conquista e al mantenimento del potere. Il Divo non è un film inchiesta ‘tradizionale’, ma una pellicola che esplora la dimensione privata e pubblica di un uomo che da molti è stato considerato un diavolo e da tanti altri un santo, contaminando stili narrativi differenti e, soprattutto, dando vita ad un’opera pop estremamente moderna e ambiziosa. Prendendo in esame il governo Andreotti a cavallo del periodo di Tangentopoli e, soprattutto, i tanti omicidi legati, in base alle dichiarazioni di alcuni mafiosi, al nome del politico democristiano, Paolo Sorrentino sventaglia davanti allo spettatore un lungo elenco di nomi e situazioni in cui il pubblico riconosce l’eco delle inquietudini del passato. Tra colpi di pistola ed esplosioni, il pubblico tocca con mano una dimensione violenta dei legami tra politica e mafia e, soprattutto, di quello che succede sulla scena quanto i riflettori dei media sono spenti.
Scritto da ADMIN
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