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A qualcuno piace Marilyn, parla Leonardo Pieraccioni

Attualità, Interviste, Personaggi

04/12/2009

‘Il babbo di tutte le storie - ci dice Leonardo Pieraccioni - è stato Woody Allen che in Provaci ancora Sam aveva Humphrey Bogart come mentore’. Io però a differenza del grande Woody me la sono trovata più bella'. Nel suo ultimo film, Io & Marilyn, in uscita il 18 dicembre per Medusa Film, il regista toscano ci porta in un universo fantasioso e divertente dove un disperato ex-marito trova in Marilyn Monroe una confidente e un aiuto per superare l’abbandono subito. Ne abbiamo parlato con il sempre travolgente Leonardo Pieraccioni.

Ci racconta che tipo di film è Io & Marilyn dato che ci pare di capire che è un po’ diverso dai precedenti… è giusto?

Assolutamente sì, è un film diverso dagli altri perché ha un elemento nuovo che è il fantasy. Rimane sempre una storia molto comica perché come oramai ben sapete io ho la sindrome del cabarettista e quindi voglio fare ridere la gente ogni 25 secondi. Detto questo però Io & Marilyn inizia con una seduta spiritica dove io che sono Gualtiero Marchesi (stesso nome del cuoco ma non sono lui), insieme ad una coppia gay, interpretata da Massimo Ceccherini e Luca Laurenti, ci troviamo un po’ avvinazzati a casa mia e ci viene questa idea. Un’idea nata dal fatto che la signora che abita al piano di sopra dice sempre al mio personaggio che lei parla con il marito morto ogni settimana tramite una seduta spiritica e, io che sono alle prese con una separazione, dato che mia moglie mi ha lasciato e anche i miei amici hanno i loro problemi, visto che hanno scoperto questa omosessualità in età avanzata, pensiamo bene di rivolgerci – anche noi - all’occulto per trovare alcune risposte a quello che ci sta capitando. Ci mettiamo a fare questa seduta e mentre si pensa un nome da chiamare io affermo: ‘Chiamiamo la donna più bella del mondo: Marilyn Monroe’. Di solito le abbiamo fatte un po’ tutti le sedute spiritiche e non è mai arrivato nessuno, qui però, essendo un film comico, Marylin Monroe in carne/fantasma arriva. E da lì inizia il film. L’elemento fantasy è dato dal fatto che per tutta la storia io parlo con Marilyn che chiaramente vedo solo io.

 

E cosa le racconta Marilyn Monroe di ritorno dall’aldilà?

La prima cosa che mi dice è che non sa nulla dell’aldilà perché da quando è morta è stata chiamata in continuazione da sedute spiritiche di tutto il mondo. E oramai quello è diventato il suo mestiere e ne ha fatto di necessità virtù, ovvero si appassiona alle storie che ascolta e per la quale viene chiamata a dispensare consigli. Lei salta da un’anima all’altra, l’importante è che chi la chiama lo faccia con una vera intensità nel cuore. E vede in me uno così dato che le confesso subito che ho una ex-moglie che è scappata con un domatore di circo interpretato da Biagio Izzo, una figlia e lei si prende cura della mia causa. Il simbolo dell’amore per antonomasia funge da Cyrano de Bergerac per me e tenterà – a modo suo, perché in realtà Marilyn è stata brava in tutto meno che in amore -, di raddrizzare la vita amorosa di Gualtiero.

E chi è questa Marilyn Monroe ovvero Suzie Kennedy?

Non la si può nemmeno definire una sosia di Marilyn è veramente un clone, una rivisitazione della stessa Marilyn perché è pressoché identica. Nel film non fa mai delle imitazioni ma delle interpretazioni speciali e ve lo assicuro anche perché dopo che ho girato il film mi sono andato a rivedere alcuni film della Monroe e mi sono accorto del transfert che questa donna ha fatto. Transfert che lei vive anche nella vita, una volta le ho detto che avremmo girato tutto il film a Firenze e lei mi ha risposto: “Che bello. Marilyn Monroe non è mai stata a Firenze. E adesso ci verrà”. Un’altra volta, una sera a mezzanotte, mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: “Questo film a Marilyn sarebbe piaciuto tanto”. Io le ho risposto: “Ma sei sicura?”. E lei: “Certo te lo dico io”. Non so se lei ci parla veramente con Marilyn Monroe o come viva questa cosa ma è piuttosto bizzarra da vedere e sentire. E poi la cosa più bella è che l’ho trovata nella maniera più tecnologica e semplice possibile ovvero digitando su Google ‘sosia Marilyn Monroe’ e il primo nome che è uscito è il suo: Suzie Kennedy. Attenzione anche al cognome che è tutto un programma, anche perché non si tratta di un nome d’arte. Diciamo che questo è l’unico film di Marilyn Monroe che il pubblico non ha visto perché abbiamo trattato il suo personaggio come se fosse veramente Marilyn. Anche perché abbiamo discusso la sceneggiatura con la Signora Susan Strasberg che ha i diritti della Monroe e lei ce ne parlava come se ci stessero concedendo la vera Marilyn.

Un cortocircuito pazzesco di Marilyn Monroe…

E’ vero ma è stato bellissimo perché chiaramente la Strasberg ha voluto leggere la sceneggiatura per tutelare la figura di Marilyn da eventuali situazioni imbarazzanti, trattandosi di un film comico e mi ha fatto un enorme piacere quando Suzie mi ha detto che ho mostrato della grande diva il lato gioioso. L’aspetto di Marilyn che conosciamo tutti e che ci mette un sorriso sulle labbra ogni volta che la rivediamo, mentre ho tralasciato le sue paturnie e le sue malinconie.

Il film è tutto girato a Firenze?

Sì ed è una pellicola che è anche un grande omaggio a Firenze che io amo alla follia. Io la considero la città più bella del mondo e portare Marilyn Monroe che è il mito per antonomasia nella mia città è fare bingo!

Scritto da Nicoletta Gemmi
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