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A Few Best Men: Un matrimonio e Quattro disastri!

Attualità, Interviste

28/10/2011

Una platea che non riusciva a trattenersi dalle risate quella che questa mattina ha assistito alla proiezione del film, Fuori Concorso, A Few Best Men dell’australiano Stephan Elliott. Per chi non lo ricordasse autore di Priscilla, la regina del deserto del 1994 o di Easy Virtue: Un matrimonio all’inglese presentato, sempre al Festival di Roma, nel 2008.

Ora è ritornato con un’altra commedia su un matrimonio, veramente irresistibile, grazie anche ad  un cast di attori eccellenti a cominciare dai quattro ‘few best men’ Xavier Samuel (il Riley Biers di The Twilight Saga: Eclipse), Kevin Bishop, Tim Draxl, Kris Marshall fino alla grandissima e indimenticabile (ne abbiamo avuto una prova al festival e le dedicheremo un articolo a parte) Olivia Newton-John.

Nella capitale sono arrivati l’australiano Stephan Elliott accompagnato dallo sceneggiatore, dai produttori ma soprattutto da Olivia Newton-John e dal bravissimo attore inglese Kris Marshall.

A Few Best Men narra di David (Samuel), un ragazzo inglese che conosce su una spiaggia di un magnifico e sperduto atollo una ragazza australiana. I due si innamorano e tre mesi dopo decidono di sposarsi. Se l’inizio vi fa venire in mente Grease, Elliott giura di non averci pensato minimamente... David tornato a Londra ritrova i suoi tre amici e compagni di bevute e altre cosette, i più simpatici fuori di testa che possiate immaginare: Tom (Marshall), Graham (Bishop) e Luke (Draxl). Ovviamente i tre accompagneranno David in Australia per il matrimonio in quanto testimoni di nozze e i soli che possano garantirgli un addio al celibato come si deve. Arrivati conoscono la futura sposa Mia ma, soprattutto, la madre di lei, Barbara (O.N.J.). Una signora bene della borghesia di campagna che si rivela molto più trasgressiva di quello che il suo aspetto laccato farebbe intendere. A Few Best Men è stato scritto e prodotto da Dean Craig, già sceneggiatore di ben altri tipi di cerimonie come Funeral Party del 2007, ed è una atipica wedding-comedy con un umorismo nero davvero riuscitissima.

“Quando avevo 14anni – racconta Elliott – come lavoro facevo le riprese ai matrimoni. Il mio viaggio nel mondo del cinema è partito da lì. Quindi quello delle nozze è un ambiente che conosco molto bene e vi assicuro che se quello del film è assurdo ne succedono di tutti i colori anche nella realtà. Ad un certo punto poi io ho iniziato a detestare questo lavoro e dicevo sempre alla sposa che era grassa o che il vestito le stava malissimo e, nel frattempo, le facevo rifare la stessa scena venti volte. Diciamo che A Few Best Men è il mio modo di vendicarmi per tutti quegli anni passati fra madri isteriche che avrebbero voluto essere al posto della figlia; gente che si strappava i capelli perché le tartine non erano come le aveva ordinate; ubriachi che cantavano a squarciagola YMCA ecc...”.

“Il mio modo di fare cinema – continua Elliott – soprattutto con le commedie deve essere sovversivo, io adoro le persone che si comportano male rispetto alle regole imposte da non si sa chi. Quindi in tutti i miei film, da Priscilla a Easy Virtue, fino a questo, con chiavi diverse si torna però sempre a ruotare su quel perno: fare il contrario di quello che gli altri si aspettano da te. Ma non senza un fine. Perché ad esempio gli amici di David gli rovinano totalmente quello che dovrebbe essere il giorno più bello della sua vita ma ci saranno sempre per lui. Solo che sono fatti così, sono un disastro totale”.

“Per quanto riguarda questo fortissimo sentimento di amicizia che lega i quattro protagonisti devo dire che per me c’è anche un motivo storico. Da australiano, afferma Elliott, il mio Paese è stato utilizzato dall’Inghilterra come luogo dove mandare tutti i criminali appena usciti dalle prigioni del Regno Unito. E questo ha fatto sì che, negli anni, questa solidarietà maschile diventasse qualcosa di veramente palpabile, concreto, in Australia. E continua anche oggi. Senza contare che il modo di comportarsi di loro quattro è tipicamente maschile, combinano un sacco di guai, sono egoisti, infantili, imbranati ma li unisce, indubbiamente, un sentimento d’amore molto profondo”.

“Definirei  A Few Best Men un ‘Die Hard a un matrimonio’, mi piace molto di meno quando paragonano il film ad Hangover (Una notte da leoni). Non perché siano delle brutte commedie, sia il primo che il secondo, ma per un atto di giustizia. La nostra è una produzione indipendente ed è circa una decina d’anni che lavoriamo a questo progetto, quindi la sceneggiatura di Craig è molto antecedente ai vari Hangover, visto che ad Hollywood se hai un’idea e la ritengono vincente il film si fa subito. Specifico questo perché mi dispiacerebbe molto che quando il nostro film arriverà nelle sale qualcuno potesse pensare che abbiamo copiato da una pellicola di grande successo come quella ottimamente diretta da Todd Phillips. Ma è solo una precisazione, non una polemica.

Noi ci siamo divertiti da morire a girarla, tanto che abbiamo anche sforato i tempi perché alcuni giorni li abbiamo buttati dato che in alcune scene gli attori non riuscivano a rimanere seri... e speriamo che al contrario di quanto diceva il grandissimo e che gode di tutto il mio rispetto David Niven ovvero ‘più ti diverti girando un film, maggiore sarà il disastro al box office’, di potere, cortesemente, smentire questa affermazione”.

E non abbiamo dubbi, avendo visto il film: A Few Best Men piacerà moltissimo al pubblico. Ne abbiamo avuto un assaggio questa mattina con una numerosissima platea in visibilio e lo possiamo confermare anche personalmente. La pellicola di Stephan Elliott fa morir dal ridere... e lo ringraziamo per questi 97 minuti di buon umore che non guastano mai, specie di questi tempi!

In Italia il film uscirà nel marzo del 2012 distribuito da Lucky Red.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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