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A colloquio con Lorenzo di Bonaventura

Attualità, Interviste

20/06/2011

L’occasione ci è data dall’uscita di Transformers 3 (Transformers: Dark of the Moon) che arriverà nei cinema italiani, in 3D, il 29 giugno distribuito da Universal Pictures, per fare quattro chiacchiere con il produttore dei tre film diretti da Michael Bay, il produttore Lorenzo di Bonaventura.

Dopo le catastrofiche critiche piombate sul numero due della serie, ovvero: Transformers - La vendetta del caduto che ha comunque incassato 836 milioni di dollari in totale, posizionandosi al 24° posto tra i migliori incassi, sono state apportate parecchie modifiche a questo terzo capitolo. Non c’è più Megan Fox ma un’altra bellezza mozzafiato Rosie Huntington-Whiteley, cambio in sceneggiatura passata a Ehren Kruger e uso del 3D. Per una pellicola che raggiunge il climax della guerra fra gli Autobot e i Decepticon, con un piccolo gruppo di amici indifesi in fuga tra le macerie di un mondo oramai in mano ai Robot. Gli ingredienti per una chiusura con il botto ci sono tutti, una storia ben più solida che ha anche una lunga e profonda incursione nella storia dell’umanità e, in particolare, in quella degli Stati Uniti d’America.

Mister di Bonaventura ci vuole dire la sua opinione su cosa è successo durante la realizzazione di Transformers 2 e di quanto avete dovuto lavorare per convincere Michael Bay a dirigere questo terzo film? Transformers 2, come avete detto prima, ha ricevuto moltissime critiche negative e non solo dai critici ma anche da persone che hanno lavorato al film... Penso che buona parte dei problemi del film risiedessero nella sceneggiatura visto che è capitato proprio nel momento del lungo sciopero degli sceneggiatori. E così, oltre ad un ritardo mostruoso che ha subito lo script definitivo, il plot è rimasto saldo ma ne hanno risentito moltissimo i singoli caratteri. Personaggi che non sono stati sviluppati nel migliore dei modi. Michael all’inizio non voleva fare questo terzo film, poi, quando gli abbiamo garantito ciò che chiedeva ovvero una storia che stimolasse la sua creatività e la possibilità di sperimentare ha detto di sì. Anche perché è un uomo molto competitivo e non è da lui sottrarsi alle sfide. Così ci ha riprovato ed è uscita questa pellicola che trovo decisamente riuscita e la migliore fino ad ora realizzata”.

Su Internet gira voce che il quarto capitolo lo girerà Steven Spielberg, è vero? “Assolutamente no. E’ solo un rumour che non ho idea da dove salti fuori. Steven non ha mai detto di volere dirigere un quarto film sui Transformers e poi è un uomo talmente leale che non calpesterebbe mai i piedi a Bay. A meno che non fosse quest’ultimo a volergli passare la palla. Ammesso che si faccia un quarto Trasformers, possibilità di cui non abbiamo mai parlato”.

Altro motivo per cui Bay era restio a fare il film è il 3D... poi come sappiamo è arrivato James Cameron e gli ha fatto cambiare idea... “E’ vero. Michael non ha mai fatto segreto del suo poco amore per il tridimensionale. Ovviamente aveva visto Avatar, lo aveva apprezzato moltissimo, ma si rendeva conto che applicare il 3D ad un fantasy o fantascienza rispetto ad un action con molte scene di realtà come Transformers era tutta un’altra storia. Poi quando Cameron gli ha dimostrato che non era affatto impossibile farlo e gli ha messo a disposizione la crew di Avatar per questo film anche Michael ha ceduto. Devo dire che fare un film in 3D non è affatto semplice ma il risultato è strepitoso. Michael Bay ha giocato sulla manipolazione dello spazio, sulle dimensioni, sulla profondità, e il film ha ottenuto delle potenzialità che altrimenti non avrebbe avuto... Credo che il 3D abbia ancora dei limiti applicato ad alcune storie ma che è solo questione di tempo e verranno superati. In Transformers 3 c’è il miglior stereoscopico che potete vedere al cinema, dopo Avatar. Un altro problema da non sottovalutare è che noi avevamo 22 mesi per completare il film, e non tre anni come Cameron, altrimenti la Paramount non ci avrebbe permesso di realizzarlo. Michael Bay è riuscito a rimanere perfettamente nei tempi confezionando un film di alta qualità, dove la post-produzione è stato il lavoro più impegnativo, lungo e difficoltoso rispetto a tutti i processi che attraversa un’opera durante la sua creazione”.

A livello di costi, quanto è lievitato il budget del film per via del 3D? “Se devo essere onesto non è tanto il tridimensionale che ha fatto aumentare il costo del film ma un aspetto più banale quanto vero. Vale a dire che ad ogni sequel, sia il cast che tutti quelli che lavorano al film, alzano i loro cachet. Tutti vogliono essere pagati di più. Questo non vuol dire che l’equipaggio di creativi di Avatar, il tridimensionale, gli effetti CGI non siano costosi, ma non sono la voce che ha inciso maggiormente sull’incremento del budget. Transformers 3 è costato circa 30 milioni di dollari in più del precedente”.

Il 3D durerà? Ha un grande futuro, secondo lei, davanti a sé? “Solo se i film sono buoni!”.

Scritto da Nicoletta Gemmi
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