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A colloquio con Grazia Schiavo, giornalista tv in Cose dell’altro mondo

Attualità, Interviste

08/08/2011

In una prosperosa cittadina del Nord Est, l’uomo sulla bocca di tutti è Libero Golfetto (Diego Abatantuono). E’ un industriale ricchissimo con un obiettivo soltanto: rendere la vita difficile a tutti gli immigrati del paese. Finché un bel giorno... Gli immigrati scompaiono. Incipit di Cose dell’altro mondo, regia di Francesco Patierno, che sarà al Festival di Venezia nella sezione Controcampo Italiano e che arriverà nelle nostre sale il 2 settembre per Medusa. Protagonisti, oltre ad Abatantuono, Valerio Mastandrea e Valentina Lodovini.

Razzismo, xenofobia, intolleranza il tutto calato in un contesto da commedia italiana doc. Possibile? Certo che sì, come insegna il successo di tanti straordinari film che hanno raccontato la storia del nostro Paese e che, chiaramente, hanno suscitato polemiche. Per il film di Patierno è bastato il trailer, dato che la pellicola non l’ha ancora vista nessuno... Ma alcuni leghisti veneti si sono scatenati con commenti lapidari che invitano a boicottare il film con tanto di richiesta di interrogazione parlamentare a firma del deputato della Lega, Massimo Bitonci, che ha chiesto al Ministro di verificare il carattere culturale della pellicola.

Abbiamo parlato di questo ma, anche del film ovviamente, con la brava, bella e intelligente Grazia Schiavo (nella foto sopra) che interpreta nel film di Patierno la giornalista televisiva che annuncia la scomparsa degli extracomunitari e le conseguenze drammatiche che ne derivano.

Grazia Schiavo prima di immergerci nelle polemiche o meglio nella sua opinione su queste, ci racconta il suo ruolo nel film? “Come avete anticipato voi, io sono una giornalista della televisione locale che annuncia quello che sta accadendo. Praticamente, il mio ruolo - insieme ad altri giornalisti nel film - è il leitmotiv, nel senso che siamo noi a dare le notizie, gli aggiornamenti, sull’incalzare dei fenomeni che stanno aggravando la situazione nel Veneto perché la scomparsa di questi extracomunitari sta gettando l’economia in una situazione paradossale, allucinante. E’ un film che parte da un assunto fiabesco, surreale per toccare temi estremamente reali. La cosa divertente è che io ho sempre desiderato fare la giornalista quindi ho amato molto questa parte poi, per un bisogno, per necessità mie, nella vita, invece, mi sono dedicata alla recitazione”.

Lei ha visto il film, finito. Allora che ne pensa? “A mio avviso non è un film politico anche se chiaramente ogni regista mette il suo pensiero, le sue opinioni nella sua opera, ci mancherebbe altro... Però io non capisco assolutamente questa bagarre perché la fortuna, il prestigio del nostro cinema, del cinema italiano è proprio fondata su grandi registi che hanno raccontato l’Italia e gli italiani. Mi viene in mente, uno su tanti ma forse il più adatto per esprimere il mio pensiero, Pietro Germi. Un regista che, insieme ad altri, hanno saputo ridicolizzare l’Italia e gli italiani. Germi lo ha fatto con i veneti, con i siciliani, Signore e Signori, Divorzio all’italiana... per non parlare poi di Ettore Scola, di Dino Risi, Mario Monicelli ecc... Cito Germi perché mi sembra il più calzante, come esempio a seguito di questa polemica. Non capisco perché, a volte, i politici si ridicolizzino da soli facendo determinate affermazioni. Innanzitutto i film vanno visti prima di parlare, non è politico un atteggiamento del genere... documentati e poi esprimi il tuo giudizio.

Cose dell’altro mondo ipotizza una situazione, immagina che cosa potrebbe accadere e lo fa attraverso la chiave della commedia. Certo che già il fatto che il Sindaco di Treviso abbia negato il permesso alla troupe di girare nella città che governa vuole dire che c’è una chiusura, c’è un problema. Il film va a sviscerare alcuni problemi di cui, comunque, si parla quotidianamente e mi sembra che i leghisti non facciano mistero delle loro opinioni. Detto questo concordo pienamente con quello che ha scritto Michele Serra su Repubblica qualche giorno fa, il Veneto è una gran regione, ricca, prosperosa, con imprenditori illuminati e fondamentali per lo sviluppo del nostro Paese. Quindi il film è lontanissimo dal fare di tutta un’erba un fascio, non è affatto così... Patierno ha preso una lente di ingrandimento e ha raccontato una parte, ripeto una parte, di un problema esistente senza dire che tutto il Veneto o il nostro Paese è così... allora, mi chiedo, di nuovo, perché non può farlo? Anche perché lo ha fatto con estremo rispetto delle persone, delle differenze, non vi è nessun attacco personale a nessuno. Pensate che il Direttore della Televisione dove io interpreto la giornalista mi ha detto: “Se ti stanchi di fare l’attrice, vieni qui che ti assumo io”. Ecco un esempio di una persona che ha capito cosa stavamo facendo e che in maniera, seria e ironica, addirittura mi ha fatto un’offerta di lavoro... Un uomo adorabile, simpatico, gentile. Sono le persone che fanno la differenza”.

“Vorrei anche aggiungere che Diego Abatantuono fa una interpretazione di questo imprenditore davvero divertente, lui ha un grande carisma, e poi con la sua faccia è perfetto per il ruolo proprio perché si capisce la natura del personaggio, sempre sopra le righe... insomma dà assolutamente l’idea che è ovvio che non tutti gli imprenditori o i veneti, in questo caso, sono così... è palese, è caricaturale”.

Che Cose dell’altro mondo avrebbe scatenato polemiche se ne sentiva l’odore da ancora prima che iniziassero le riprese... “Sì, certo è ovvio che tutti noi ne eravamo coscienti, in particolare il regista. Ma a questo punto ben vengano, dato che parlarne non può che aiutare il film. Accendere un dibattito è sempre una buona cosa anche perché permette a tutti di esprimersi. Per me la cosa fondamentale è che il film piaccia. Anche perché il film - come spesso accade - è al di sotto della realtà, la realtà oramai supera la fantasia. Quindi io a questi signori che hanno urlato al boicottaggio gli farei vedere dei film che erano molto, ma molto più cattivi nei confronti di noi italiani, di Cose dell’altro mondo”.

Grazia Schiavo lei ha fatto tanta televisione, cinema, ricordiamo che ha già lavorato con Patierno in Il mattino ha l’oro in bocca e, ultimamente, era nella commedia Faccio un salto all’Avana. E ora... “Mi auguro di fare sempre più cinema. Visto che una delle poche buone notizie di questi tempi è che il cinema italiano ha incassato parecchio, soprattutto con le commedie, mi auguro di cuore che si facciano sempre più film. Mi pare anche che nella scrittura si stia cercando di approfondire, sperimentare e ben vengano tutte queste cose dato che lo si deve al cinema italiano. Attualmente sto scrivendo delle mie cose proprio perché è un mestiere che mi appassiona talmente tanto che ti nasce la voglia di provare anche altre strade e poi è sempre molto difficile in Italia farsi conoscere. Lo dico perché ho tantissimi colleghi che lavorano in teatro, attori straordinari, che non sono riconosciuti come meriterebbero. Ma il materiale umano valido non manca di certo in questo Paese quindi mi auguro che l’arte, la cultura - che sono fondamentali per una società - riescano a trovare la via per farsi conoscere, per emergere”.

“Per quanto mi riguarda ho appena terminato Distretto di polizia che andrà in tv a settembre, poi c’è un progetto teatrale al quale tengo molto da realizzare insieme a Mario Moretti. Progetti ci sono, sono un po’ a lunga scadenza ma l’importante è che si continui a fare!”

SITO DI GRAZIA SCHIAVO

SOTTO SCHEDA DEL FILM E IL TRAILER 'INCRIMINATO' DI COSE DELL’ALTRO MONDO!

Scritto da Nicoletta Gemmi
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