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A Cannes arriva Brad Pitt con Killing Them Softly di Andrew Dominik

Attualità, Clip

22/05/2012

Al Festival di Cannes non mancano di certo le star ma oggi, 22 maggio, è il giorno di una di quelle di ‘peso’, ovvero Brad Pitt protagonista del film Killing Them Softly di Andrew Dominik (nella foto) che passa in concorso.

Cinque anni dopo il magnifico L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford, Andrew Dominik ritrova Brad Pitt e con Killing Them Softly, il regista australiano racconta una storia che è una netta critica al sistema del capitalismo interessandosene nella sua forma più basica, l’avidità di denaro.

Ispirato dal romanzo Cogan's Trade di George V. Higgins.  Jackie Cogan (Brad Pitt), malvivente professionista dallo sguardo di ghiaccio e dai modi rudi e violenti, è assoldato dalla mafia per indagare su una rapina messa in atto durante una segreta partita di poker, organizzata dal viscido Mark Trattman (Ray Liotta, anche lui a Cannes), a cui hanno partecipato solo i nomi più importanti della malavita. Il suo compito sarà quello di ritrovare gli autori del furto e restituire il denaro all’associazione criminale ma per portarlo a termine dovrà lasciarsi dietro una lunga scia di sangue. Nel cast oltre a Pitt e Liotta, ricordiamo: Garret Dillahunt, James Gandolfini, Richard Jenkins, Sam Shepard, Bella Heathcote.

Nell’universo di Andrew Dominik, il microcosmo del crimine non scappa dalla crisi. Il cineasta mette in scena la decadenza dell’economica occulta. Il film realizzato come un cartoon mette ben in evidenza la noia che colpisce un uomo, una volta,  infermabile come Jackie Cogan. Killing Them Softly si focalizza sull’aspetto doloroso e annoiato di questa società che vive nell’ombra, che fa affari sporchi ma che si muove e combatte attraverso mandatari sempre trafelati, sempre in ansia per come girano gli eventi. Dominik ha volontariamente rimarcato questi tratti della storia, modificando anche i dialoghi, che prendono il sopravvento sull’intrigo sul quale è basata l’intera vicenda. Non stupisce che, proprio dopo avere visto il crepuscolare L’assassinio di Jesse James, il regista abbia optato - in una storia che poteva essere di pura azione - per uno stile che, invece, prende in contropiede il ritmo e lo stile poetico. “Il cinema non è un mezzo per raccontare una storia – afferma il regista – ma il miglior mezzo a nostra disposizione per apprendere le nostre paure e metterci di fronte ai nostri traumi”.

Il regista attraverso il suo film dona una visione, senza alcuna concessione di sorta, al rapporto famelico, insano, che esiste tra il denaro, e il potere che si porta dietro, e la società americana. Per Dominik la maggior parte dei film mostrano gli Americani “come amerebbero essere conosciuti, io non ho voluto seguire questa strada”. “L’unico genere – ha continuato il regista da Cannes – che li mette in luce come realmente sono è quello dei film sui crimini, le crime story. Questo perché è il solo genere dove è accettabile che tutti i personaggi pensino solo a fare soldi nella loro vita”.

Killing Them Softly passa, oggi 22 maggio alle ore 8:30, 14:30 e alle 19:30 presso il Grand Théâtre Lumière.

CLIP DEL FILM

Scritto da Nicoletta Gemmi
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