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 Il Future Film Festival  punta sul cibo

Attualità, Eventi

18/03/2015

A poco meno di due mesi dall’apertura della XVII edizione, il Future Film Festival (Bologna, 5/10 maggio) svela il “tema” di quest’anno: EAT THE FUTURE. Nell’anno dell’Expo, che a Milano affronta il tema nobile “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, anche il FFF – che negli ultimi anni ha già esplorato la fine del mondo, l’avvento dei mostri e le città del futuro – getta il suo “famelico” sguardo sul cibo.

«Dimenticate – spiegano i direttori artistici Oscar Cosulich e Giulietta Farail topo Remy di Ratatuille, perché spesso, nella storia del cinema, la tavola è diventato un campo di battaglia tra l’uomo e l’alimento, con inevitabili inversioni di ruolo tra chi mangia e chi è mangiato».

«Se oggi l'uomo non mangia più l’uomo – sostiene Daniel Pennac in uno dei suoi romanzi – è unicamente perché la cucina ha fatto dei progressi!». Partendo da questa e da tante altre suggestioni, il festival affronterà il tema attraverso la lente dei “generi” cinematografici che gli sono più congeniali: la fantascienza e l’horror. Tra animali giganteschi, gelati assassini e alieni affamati, le visioni non saranno delle più ottimistiche, ma il divertimento del pubblico sarà assicurato da una gustosa retrospettiva di cult-movie: cinque film rari, per una “indigestione” di (im)possibili scenari futuri.

 

Questi i titoli scelti:

Il cibo degli dei / The Food of The Gods
(1976) di Bert I. Gordon (tratto dal racconto omonimo di H. G. Wells), propone la minaccia di una misteriosa sostanza liquida e cremosa, che ha generato api e topi giganti. Il film è un classico del fantastico vintage, essendo diretto da uno specialista di B-movie con protagonisti sovradimensionati (Bert I. Gordon, infatti, era soprannominato “Mr. Big”), responsabile di film “weird” come The Amazing Colossal Man e L’impero delle termiti giganti.

2022: I sopravvissuti / Soylent Green
(1973) di Richard Fleischer, descrive un 2022 sovrappopolato in cui opera la Soylent, produttrice di cibo sintetico. Con il protagonista Charlton Heston (e un grandissimo Edward G. Robinson) lo spettatore scoprirà la cupa soluzione della multinazionale al problema del sostentamento dell’umanità.

Stuff – Il gelato che uccide / The Stuff
(1985) di Larry Cohen, è una ironica metafora, dove una strana e gustosissima sostanza cremosa (fuoriuscita dalla crepa di una miniera), diviene il cibo favorito di consumatori che, dopo averlo ingerito, sono svuotati della propria personalità e trasformati in una specie di automi. Larry Cohen (autore di classici horror come la trilogia «Baby Killer» e «Il serpente alato»), rilegge in chiave splatter il tema dell’invasione degli ultracorpi: qui la minaccia non è più il comunismo (che veniva da fuori e s’infiltrava nella società americana), ma il consumismo, che divora dall’interno il consumatore.

Horror in Bowery Street / Street Trash
(1987) di Jim Muro è l’unico film diretto dal leggendario operatore steadycam di James Cameron e Kathryn Bigelow: un cult splatter, dove il cattivo gusto e l’eccesso diventano arte, per raccontare i tragici effetti del liquore “Viper”, in una New York lercia e malfamata.

Fuori di testa / Bad Taste
(1987), esordio del futuro re del boxoffice Peter Jackson (Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit) è un esilarante film low budget, splatter e demenziale. La storia narra l’indagine degli agenti dell'A.I.D.S. (Alien Investigation Defense Service) sulla inspiegabile scomparsa degli abitanti della piccola cittadina di Kaihoro. Si scoprirà che un gruppo di alieni è sceso in città e ha massacrato la popolazione, accumulandone i cadaveri per portarli con sé nello spazio e inaugurare una catena di fast-food intergalattica specializzata in saporiti piatti a base di carne umana.

Scritto da Piero Cinelli
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