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58Seminci Valladolid: cinema indipendente doc

Anteprime, Attualità, Eventi

25/10/2013

VALLADOLID. All’insegna del cinema indipendente, la 58 Seminci ha preso il via nella storica cittá dei re cattolici, consegnando spighe d’oro alla carriera a Jacques Audiard e a Paul Schrader per mano di Marisa Paredes. E subito il primo film della sezione ufficiale, Tots volem el millor per a ella, (Per lei tutti vogliono il meglio), secondo film di Mar Coll, 32 anni, di Barcellona. Il primo, “Tre giorni in famiglia”, vinse il premio Goya per la migliore regia nel 2009.

Il direttore della Seminci, Javier Angulo, era preoccupato perché il film rischiava di non essere pronto per l’inaugurazione. Invece la prima mondiale si è tenuta ieri sera accolta da una marea di applausi. Non sempre il giudizio della critica coincide con quello del pubblico, tuttavia va detto che , questa crisi di una coppia sulla quarantina, scoppiata dopo 15 anni di matrimonio in seguito a un incidente nel quale lei ha subito lesioni fisiche e soffre di vuoti di memoria, scorre agevolmente.

Imperniato sulla presa di coscienza della donna, Geni, (Nora Navas) che dopo un anno di riabilitazione non desidera riprendere la vita di prima, il film naviga in un clima esistenziale. Geni, infatti, si rende conto che in quindici anni non ha mai viaggiato, e scopre anche l’atteggiamento superficiale del marito architetto. L’incontro con una compagna di liceo, donna libera e forte rientrata da poco dalla Germania, e in cerca di lavoro, le suggerisce un futuro differente.

Un susseguirsi di scene di famiglia e di piccole ribellioni della protagonista scorrono in maniera pacata fino alla fine, poco piú di cento minuti. E qui si ha la sensazione di una spaccatura. Una scelta libertaria, sicuramente impraticabile, romantica e improbabile, chiude il film. Geni lascia tutto e tutti per iniziare una nuova vita altrove, malgrado i suoi problemi di salute, fisica e mentale.

 

In concorso anche l’anteprima di un altro film spagnolo, Presentimientos di Santiago Tabernero. Sceneggiatore che ha passato da poco la cinquantina, vinse il premio del pubblico della 50 Seminci col film “Vida y color”.

Da un romanzo di Clara Sánchez, che ha appena vinto il Premio Planeta, il regista affronta un’opera complessa che si svolge su piú piani. Due giovani della classe media, Julia e Felix, sposati da poco e con un figlio di pochi mesi, vanno in vacanza al mare per rinforzare un legame che sta perdendo colpi. Giunti al club vacanze, Julia prende la macchina per recarsi in farmacia. Un violento temporale la porta fuori strada, le rubano la borsa, e lei si ritrova vicino a un faro, senza soldi e senza benzina.

Successivamente Julia è in coma in un ospedale da dove informano il marito. Durante la degenza assistiamo in flash back alle disavventure di Julia, alle insistite profferte di un playboy e alle reiterate ricerche del bungalow, uguale a centinaia, e praticamente introvabile. Felix, dapprima incredulo e sorpreso, avvia poi ricerche per risalire all’incidente. Il film segue i due racconti fino a intersecarsi nel finale. La laboriosa narrazione iniziale tende ad avviarsi su binari piú agevoli. La disavventura, tra realtá e irrealtá, si configura come una cronaca non bella, né brutta, di un momento di crisi interpretato da Marta Etura e da Eduardo Noriega.

 

Fuori concorso The Canyons di Paul Schrader, già visto a Venezia. Cinque anni dopo “Adam Resurrected”, il regista Usa ha realizzato un film scritto da Bret Easton Ellis da un suo romanzo. Con un finanziamento di 200mila dollari e cinque giovani attori parla di relazioni pericolose nel mondo del cinema di serie B. Purtroppo sembra che il romanziere abbia scoperto l’acqua calda: scambio di coppie e ammucchiate stile anni Sessanta, agevolate oggi dall’impiego del telefonino.

Pornoattore, Ryan (James Deen) ha una relazione con Tara. Lei si mette con Christian, giovane produttore psicopático, figlio di papá. Ryan inizia una relazione con Gina. I quattro lavorano a un film di terrore, ma non sanno delle tendenze omicide di Christian, che uccide una vecchia fiamma che ha appena raccontato a Tara il suo comportamento sádico. Christian tenta di far incolpare Ryan, ma riesce soltanto a farla franca imponendo a Tara di fornirgli un alibi. 99 minuti molto parlati e interpretati da giovani attori abastanza anonimi, eccezion fatta per la partecipazione di Gus Van Sant nei panni di uno strizzacervelli.

Due i film americani in concorso, e con temi paralleli. Night moves (Movimenti notturni), quinto film di Kelly Reichardt è all’insegna dell’ecologia. Lungo 112 minuti, la regista descrive l’azione di tre giovani ecologisti che decidono di far saltare una centrale elettrica. Attivi in un centro agricolo, i tre si assentano una notte e riescono nell’impresa. Purtroppo l’esplosione provoca la morte di un turista. Le indagini della polizia e, soprattutto, i sensi di colpa della ragazza che ha partecipato all’azione creano disaccordo. La ragazza (Dakota Fanning) potrebbe raccontare tutto, ma durante un incontro-scontro col promotore dell’azione perisce in un incidente.       

Per molti aspetti cineasta di frontera, Kelly Reichardt, premiata in altri Festival, ha girato un film senza concessioni, con un budget minimo che include anche i due protagonisti, Jesse Eisenberg e Peter Sarsgaard. Lento a momenti, quasi a descrivere l’azione notturna in tempi reali, e con una notte che piú buia sarebbe impossibile, il film riesce tuttavia a inviare il suo messaggio: la necessitá di preservare l’ecosistema, ma anche i guasti, gli imprevisti e i sensi di colpa che accompagnano queste azioni dimostrative.

Tra film e documento anche Short Term 12, secondo film di Destin Daniel Cretton. Nel centro di accoglienza del titolo vengono accettati adolescenti vulnerabili, autolesionisti o abusati in famiglia. Protagonisti due ventenni: Grace, violentata dal padre che lei è riuscita a far condannare, e un coetáneo adottato. Controllano giovani difficili avvalendosi delle loro esperienze personali. Quando una ragazza piena di talento arriva nel centro, Grace la segue con particolare attenzione. Il forte carattere della giovane e le sue esplosioni autolesionistiche peró la coinvolgono fino a farle rivivere il suo drammatico passato. Rigorosa e coerente, un’altra fiction che riesce a far passare un messaggio.    

Renzo Fegatelli

Scritto da Piero Cinelli
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