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56 Semana Internacional de Cine di Valladolid - “Veljekset”

Attualità

26/10/2011

VALLADOLID.  Burrascosa riunione di famiglia quella descritta da Aki Kaurismaki in “Veljekset”, (Fratelli), il suo ventesimo film presentato in concorso alla 56 Seminci. Girato in cinque giorni e ispirato liberamente da “I fratelli Karamazov”, il film  si puó considerare, secondo il regista, una commedia nera. E’ sicuramente la satira amara di una famiglia scombussolata. Paavo, 70 anni, ha avuto tre figli da tre diverse donne. Di carattere forte, ubriacone ed egoísta, le ha fatte scappare tutte. Ora fa la corte a una immigrata russa, Raisa, che ha una relazione col figlio Mitja. Le chiede di sposarlo in presenza di Torsti, il figlio che abita la stessa casa, di Ivar, il figlio professore in visita dopo 25 anni, e di Mitja. E’ subito baruffa perché i figli sperano di dividersi l’ereditá che rischia di andare a Raisa. All’annuncio delle nozze, Mitja da fuori di testa e minaccia il padre con una pistola. Questi finge un infarto. Gli ospiti, frastornati, si sparpagliano intorno alla casa di campagna. Nel nuovo stato d’animo rivelano veritá lungamente taciute. La piú terribile viene da una persona esterna alla famiglia. Non c’è ereditá. Il vecchio è pieno di debiti e la casa è sotto ipoteca.
Potrebbe essere un dramma teatrale visto che si svolge principalmente in un interno e che trae forza dal talento degli attori che si affrontano delineando caratteri ben definiti. Dura 90 minuti ed è interpretato da Karl Heiskanen, Pertti Sveholm, Timo Torikka, Liisa Mustonen, Mari Perankoski, Vesa Vierikko.

L’amore prima dell’amore: sensibilitá, pudore e timori di un’adolescente al primo innamoramento. E’ piú o meno questo il contenuto del bestseller da tre milioni di copie dal 2007 dello scrittore cinese Ai Mi dal quale Zhang Yimou ha tratto il film “Shan zha shu zhi lian”, (Amore sotto l’albero del biancospino). Durante la Rivoluzione Culturale, Jing, studentessa di 17 anni, è mandata a lavorare nei campi in un programma di rieducazione. Timida ragazza di cittá, Jing non ha colpe, ma suo padre, considerato di destra, è in prigione. Con due fratelli piú piccoli, e la madre oberata di lavoro, lei deve star attenta a non commettere  errori. E quando incontra Sun, ingegnere ventiquattrenne di famiglia agiata, gli nasconde i suoi sentimenti. Lui le fa la corte e la rispetta, ma improvvisamente scompare. Un giorno Jing viene a sapere che il giovane è stato ricoverato in ospédale. Lo cerca e trascorrono insieme una casta notte. Quando lei torna in ospédale, Sun non c’è piú. E’ stato trasferito, ma nessuno sa dove.
Interpretato in maniera magistrale dalla debuttante Zhou Dongyu, e dall’estroverso Shawn Dou, il film è come una ventata di primavera. Mediante una rappresentazione lenta e controllata, Zhang Yimou riesce a descrivere l’esplosione dei sentimenti dell’adolescente e il suo candore nella scoperta  della nascita del primo amore. Sullo sfondo il misurato ritratto della madre vessata e preoccupata, e i guasti della Rivoluzione Culturale della quale fu vittima lo stesso regista, condannato a tre anni di lavoro nei campi e a sette anni di lavoro in fabbrica.

Scritto da Renzo Fegatelli
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