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44º FESTIVAL DI SITGES - Terzo giorno

Attualità

10/10/2011

Terzo  giorno del 44 Festival Internacional de Cinema de Catalunya con  una sorpresa che giunge proprio da Barcellona. Il produttore Julio Fernandez, che da anni promuove una Factory del Fantastico ospitando anche  registi statunitensi, ha presentato “Mientras duermes” (Mentre dormi), il nuovo film di Jaume  Balagueró. Ottavo film del  regista di Lleida, inclusi i  recenti e fortunati “Rec” e “Rec 2”, il film ha mandato in visibilio il pubblico, che in larga parte è di casa, ma va detto che si tratta di un prodotto di livello internazionale.
Interpretato da Luis Tosar e Marta Etura nei ruoli principali, il film mette a nudo le frustrazioni di un uomo solitario, César, portiere in un palazzo signorile, il quale prova un forte risentimento verso una giovane inquilina, Clara. Non è chiara la motivazione, anche se si sottintende un sentimento di esclusione.  Garbato e sollecito, César gode del rispetto e della gratitudine degli inquilini. Non sanno, peró, che il portiere ha l’abitudine di introdursi nell’appartamento di Clara. Lo fa a fine servizio, prima che la giovane torni dall’ufficio, e si nasconde sotto il suo letto.  Quando Clara prende sonno, lui esce allo scoperto, la anestetizza con un narcotico, e giace con lei. Non solo, ma è infastidito dal suo sorriso. La ragazza  sembra esprimere una felicitá dalla quale si sente escluso. E la castiga mettendo sostanze urticanti nelle sue creme di bellezza.
In una settimana il volto di Clara è fortemente irritato. Il dermatologo parla di stress e la cura con una crema. César, frattanto la tallona con lettere e sms. Non pago dello stalking, decide di invadere il suo appartamento di scarafaggi. Non tutto peró passa liscio. L’amministratore del condominio nutre scarsa fiducia nel portiere, e glielo ripete spesso. Una bambina, dirimpettaia di Clara, è testimone delle sue fughe mattutine, e lo ricatta. Il progetto di César rischia di fallire, e le cose si complicano quando Clara comincia a passare la notte col suo compagno.   
Lasciando la conclusione a chi avrá l’occasione di vedere il film, va sottolineata la tensione continua del racconto che esclude sensazioni di claustrofobia da una situazione confinata all’interno di un condominio. La conferma di Luis Tosar in ruoli oscuri e quella di Marta Etura, il cui sorriso sta allietando molte produzioni spagnole. Jaume Balagueró ancora una volta ha centrato con rigore e credibilitá un genere molto frequentato.
Ridere con un film giapponese non sembra cosa facile per un occidentale. Ci riesce tuttavia, e con molto garbo, Hitoshi Matsumoto con “Saya Zamurai” (Scabbard Samurai).  Produttore, sceneggiatore, regista e protagonista del film, Matsumoto narra di Kanjuro Nomi, samurai senza spada, al quale la figlia bambina, Tae, rimprovera di non aver coraggio perché un samurai senza spada è un uomo morto. Disertore per amore di pace, Nomi viene catturato dal reggente che gli concede trenta giorni per far tornare il sorriso sul volto del principino in lutto per la morte della madre. Se non ci riuscirá dovrá far harakiri. Il film dura 103 minuti illustrando le trenta prove del samurai della guaina (questa la traduzione del titolo originale). Alcune prove sono divertenti, altre meno, ma inserite in un crescendo accattivante catturano l’attenzione dello spettatore. Il finale è di taglio romantico, leggi morale, ed è stato salutato da lunghi e calorosissimi applausi. Gli altri interpreti: Sea Kumada, Itsuji Itao, Tokio Emoto, Ryo.
Una citazione merita la produzione hispano-argentina “La mujer del Eternauta” (La moglie dell’Eternauta) dello spagnolo Adán Aliaga. Girato a Buenos Aires pone al centro del racconto Elsa Sánchez, vedova di Héctor Germán Oesterheld, soggettista e sceneggiatore del fumetto di esito internazionale “L’eternauta”.  Mediante interviste alla vedova, 85 anni, il film traccia il profilo di un intellettuale scomodo che dopo il grande successo iniziato nel 1957, venne sequestrato con le sue quattro figlie dalla dittatura militare nel 1977 scomparendo nel limbo dei desaparecidos. Ancora oggi Elsa Sánchez ne denuncia l’eliminazione per ottenere giustizia. Il documentario, scritto da Diego Ameixeiras, dura 82 minuti.

Scritto da Renzo Fegatelli
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