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44º FESTIVAL DI SITGES - “Twixt”

Attualità

12/10/2011

Tra i 240 titoli del catalogo del 44 Festival Internacional de Cinema de Catalunya grande spazio è riservato ai giovani e ai registi esordienti. Oggi, tuttavia, è stata la volta di un maestro del cinema, Francis Ford Coppola. Dopo Sundance e Toronto, Sitges è la prima tappa europea di “Twixt”, il ritorno di Coppola al genere fantástico dai tempi di “Dementia” e “ Dracula”. E lo ha scritto, diretto e prodotto. Diremmo che ha l’etá per ritrovare il piacere del gioco e lo dimostra rispolverando un vecchio attore come Bruce Dern; riportando sulla scena Val Kilmer e offrendo ruoli singolari a Ben Chaplin, Elle Fanning e David Paymer.
Kilmer interpreta uno scrittore di insuccesso che finisce in un paesino sperduto a firmare copie del suo thriller in una drogheria. Ha problemi con la moglie che lo assilla via internet, e ne avrá nel paese dove lo sceriffo (Dern) gli suggerisce una storia ispirata dall’assassinio ancora irrisolto di un’adolescente della quale gli mostra il cadavere. E gli chiede di poter firmare il libro quale coautore.  Lo scrittore non si pronuncia: preferisce far due passi nella campagna attorno al paese. Nel bosco incontra una fanciulla vestita di bianco  (Elle Fanning). Si parlano, ma la ragazza scompare quando lui entra in un vecchio albergo dove aveva pernottato Edgar  Allan Poe.  All’interno un uomo fatica ad aggiustare un orologio mentre una donna apparecchia un tavolo. L’ospite è sorpreso dal fatto che il campanile abbia suonato tre volte la mezzanotte, ma i due evitano di dargli  qualsiasi risposta.
Di ritorno al paese, lo scrittore accetta l’offerta dello sceriffo perché si sente coinvolto dalla vicenda e ne vuole trarre una storia. Inoltre prova un senso di colpa per la morte di sua figlia nello scontro tra due motoscafi. Purtroppo le idee dello sceriffo sono molto codifícate: invece di investigare sembra suggerire di arrestare giovani irrequieti. Lo scrittore, invece, spossato e frustrato, ha visioni notturne. In sogno incontra Edgar Allan Poe (Ben Chaplin) che si offre come guida e investiga con lui narrandogli un’antica tragedia del paese nella quale perirono dodici bambini. Svegliato ora dalla moglie, ora dallo sceriffo che chiede un anticipo dall’editore (David Paymer), lo scrittore si sente continuamente sballottato tra personaggi voraci e i fantasmi dei suoi sogni. Sará coinvolto dalla ragazza del sogno che non riesce a situare, in bilico tra il bene e il male; dalle intuizioni del poeta e da numerosi personaggi che fluttuano tra sogno e realtá. Frastornato inoltre dalla presenza assillante e ottusa dello sceriffo, e incalzato dalla moglie che chiede soldi, si sente insicuro in un contorno sociale che sembra aggredirlo. Non gli resta che il sogno.
Alla fine tutto si chiarisce. Lascio allo spettatore il compito di scoprire gli itinerari che portano alla soluzione del mistero. Di Coppola va detto che s’è tolto lo sfizio di un’incursione nel fantástico. Ha recuperato un Val Kilmer leggermente imbolsito. Ancora una volta ha permesso a Bruce Dern di imporsi attraverso gli sfoghi di un personaggio stizzoso. Ha regalato agli americani un immaginario gotico che si sovrappone alla follia quotidiana della provincia profonda. E tutto è nato da un sogno dello stesso Coppola che, come ha dichiarato, lo ha spinto a elaborare il film.

Scritto da Renzo Fegatelli
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