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44º FESTIVAL DI SITGES -  “Casa Asia”

Attualità

11/10/2011

Casa Asia” è una sezione del 44 Festival Internacional de Cinema de Catalunya. E alcuni film partecipano al concorso. “The sorcerer and the white snake” (Il mago e il serpente bianco) è uno di questi, e vanta un regista famoso: Tony Ching Siu-tung. Circa 25 film all’attivo, e soprattutto “Storia cinese di fantasmi” che nel 1987 rivoluzionó il cinema d’azione e di fantasia. Girato a Hong Kong, venne apprezzato in tutto il mondo occidentale. Il regista, a Sitges per presentare il film, è anche uno dei premiati con la “Máquina del Temps”. E ha deliziato il pubblico con una favola ispirata da una delle piú antiche leggende cinesi: di tradizione orale, è diventata in seguito poema, opera, balletto, film e serie tivú.
Tony Ching Siu-tung, che tra l’altro ha diretto gli effetti speciali delle Olimpiadi di Pechino, ne ha tratto una vicenda travolgente che incanta con la reinvenzione di scenari naturali, con le invenzioni fantastiche di un mondo magico e con un serrato ritmo narrativo. Ma il regista non si accontenta dell’azione: vi mescola umorismo e sentimento coinvolgendo lo spettatore in una singolare storia d’amore. Il serpente bianco è una bellissima donna, sorridente e generosa. Sua sorella, il serpente verde, è capricciosa e dispettosa. Per gioco fa cadere in acqua il giovane Xu Xian, raccoglitore d’erbe che non sa nuotare, e si diverte nel vederlo affogare. Lo salva la sorella, premendo le labbra contro le sue mentre risalgono in superficie. Quindi sparisce. Quando rinviene, il giovane ha un vago ricordo della donna, ma ne è innamorato. Anche lei scopre d’amarlo: è pronta a rinunciare al mondo del male per restare con lui, e crea una situazione per incontrarlo. Detto fatto, i due vivono insieme su una barca, ma il mago-sacerdote Fa Hai sente odore di zolfo e interviene per separarla dal marito. Con sfoggio di effetti speciali, il regista illustra le varie fasi della lotta che separa gli amanti narrando anche la vicenda comica della relazione del serpente verde col novizio del mago. Peccato che l’amore sia stato inerito nell’universo del maligno, perché i santi non possono essere sconfitti.
 Curioso, ma sicuramente troppo lungo e molto ripetitivo nella prima parte, un altro film orientale: “Gantz” di Shinsuke Sato. Sceneggiato da Yusuke Watanabe dal manga di Hiroya Oku, narra di alcuni morti ai quali viene offerta la possibilitá di tornare in vita. Devono affrontare lotte durissime e impari contro avversari temibili e imprevedibili. Chi soccombe sparisce: chi vince guadagna qualche punto, ma ce ne vogliono cento per resuscitare o per far tornare in vita un amico. Gli vengono offerte armi e uniformi, ma i piú soccombono. Protagonisti due giovani, Key e Masaro, travolti dalla metropolitana mentre tentano di salvare un uomo. Saranno al centro della lotta, dapprima contro robot riottosi, poi contro colossali guerrieri e la furia degli dei. Se ne salva uno che giura di lottare per riscattare l’amico. Dura 130 minuti, ed è soltanto la prima parte. Della seconda è programmata l’uscita, film e dvd, a novembre.

Renzo Fegatelli

Scritto da Patrizia Morfù
VOTO
 

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