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Two Jacks di Bernard Rose al Festival des films du monde a Montreal

Attualità

27/08/2012

MONTREAL. Per la terza volta, Leone Tolstoj ricorre nella filmografia del regista inglese Bernard Rose.  52 anni, autore di dieci film tra i quali ANNA KARENINA e LA SONATA A KREUTZER, ha presentato in concorso al 36. Festival des films du monde a Montreal, TWO JACKS (Usa), ispirato da DUE USSARI dello scrittore russo. Con un cast in grande spolvero: Sienna Miller, Billy Zane, Danny e Jack Huston, Jacqueline Bisset, per citarne alcuni, il regista ha scritto e diretto un film sul fascino, la nostalgia e gli eccessi figli del successo. Hussar in questo caso é il cognome dei due Jack, padre e figlio, entrambi registi.  Il primo lo incontriamo all’aeroporto di Los Angeles, piu’ o meno trent’anni fa, gia’ alla fine della carriera. E’ tornato in America, dove molti ricordano i suoi successi, ma è praticamente in bolletta e alla ricerca di un produttore. Giocatore incallito, vince una grande giocata a un produttore, e per un momento sembra tornare a galla. Ma subisce il fascino delle donne: irascibile e sconclusionato, esce di scena.
  Ai nostri giorni, nuovamente in aeroporto, arriva il figlio per girare un film. Scontento della suite d’albergo prenotata dalla produzione, accetta l’invito di un’affascinante ragazza, figlia di una donna amata da suo padre, che lo invita nella sua grande casa. Lui le dice che é giusta per il ruolo di protagonista del suo film. Durante l’incontro col produttore,  lo stesso dei film di suo padre, questi gli impone invece la sua giovane amica. E lo avverte: guardala, ma non la toccare. Tuttavia sara’ la ragazza a invitarlo a bere un bicchiere. In auto, poi, lo provoca e lo costringe a fermare per avere un rapporto. Sorpresi dalla polizia finiscono in prigione. E il giovane Jack Hussar ne uscira’ soltanto per recarsi in aeroporto e tornare in Gran Bretagna a mani vuote.
La prima parte gronda di nostalgia, tra tanghi,  balalaiche e comportamenti virili che non conoscevano il politicamente corretto. La seconda parte arriva dopo la tolleranza zero, che limita eccessi e comportamenti stravaganti. Tuttavia, i due Jack Hussar, epigoni di genio e sregolatezza, subiscono la stessa sorte. Il film piu’ che un racconto, offre un omaggio al cinema, ai suoi miti e ai suoi attori.
La tedesca Franziska Schlotterer, 40 anni, studi in Francia e Usa, dopo alcuni cortometraggi ha esordito col lungo ENDE DER SCHONZEIT (Closed Season). Prodotto da Germania e Israele, e presentato in concorso, e’ un racconto di fattura tradizionale su una situazione limite. Nel 1942 uno studente ebreo tenta di entrare in Svizzera. Dall’incontro con un contadino tedesco, che sta cacciando di frodo, il giovane ottiene ospitalita’ per la notte. Convinto a restare per sottrarsi alla cattura, Albert viene a sapere che il contadino é sterile e che vorrebbe avere un figlio. Timido e riservato, il giovane rifiuta qualsiasi contatto con la donna. Col passare dei giorni, pero’, cede, e il marito gli concede frequenti approcci con la moglie fino a quando la donna resta incinta. E qui il racconto ha una svolta che gli spettatori scopriranno vedendo il film, mentre vale tornare all’inizio, situato  intorno al 1970, quando il figlio si reca in Israele con una lettera della madre alla ricerca del padre biologico, per capire l’impostazione del racconto che ha momenti di suspense, ma che si tinge anche di alcune forse involontarie sfumature erotiche.

Il sito del Festival: www.ffm-montreal.org 

Renzo Fegatelli

Scritto da Renzo Fegatelli
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