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2048, Sushi Addio! Al Capolinea in Dvd Feltrinelli Real Cinema

DVD & Blu Ray

24/02/2011

Arriva anche in Italia, nella collana Real Cinema edita da Feltrinelli (dvd+libro 64 pagine, € 14,90), con la collaborazione dell’associazione internazionale Slow Food, Al Capolinea - The End of the Line, il documentario realizzato nel 2009 dal regista inglese Rupert Murray. Il film, diventato un caso in Inghilterra, tratta del reale rischio d’estinzione di molte specie ittiche, a fronte di metodologie di pesca scriteriate e di un consumo che è diventato assolutamente insostenibile anche per la colpa della grande diffusione che il Sushi ha avuto nel mondo. “Immaginate un mondo senza pesci.” È questo il sottotitolo di The End of the Line, ovvero il capolinea, il punto di non ritorno, fissato per il 2048. Mancano meno di quarant'anni. È questa la data entro la quale, secondo alcuni scienziati, non ci saranno più pesci negli oceani se l'uomo continuerà a pescarli in modo sconsiderato. Il film di Rupert Murray, prodotto con il supporto del WWF, presentato in anteprima mondiale nel 2009 al Sundance Film Festival racconta una di quelle scomode verità sull'ambiente che troppo spesso l'umanità sceglie di ignorare. Prendendo ispirazione dall’omonimo libro del giornalista inglese Charles Clover (uscito in Italia con il titolo di Allarme pesce) il documentario illustra i devastanti effetti che la pesca intensiva provoca sull’ecosistema dei nostri mari. Viaggiando tra Cina, Regno Unito, Gibilterra, Malta, Senegal e Giappone, svela le iniquità compiute ai danni della fauna marina. Le innovative tecniche di pesca comportano una minaccia per molte specie ed è stato calcolato che, andando avanti di questo passo, entro il 2050 non ci sarà più nulla da pescare. Uno scenario apocalittico, un pugno nello stomaco (è proprio il caso di dirlo…) per provare a cambiare pratiche e abitudini distruttive. Al Capolinea - The End of the Line mette in risalto la necessità di una gestione sostenibile delle nostre risorse. Molti colossi della ristorazione, interrogati su questi temi, non hanno voluto dare risposte; ma l'indagine del film non lascia spazio a scappatoie. Al Capolinea - The End of the Line punta il dito contro i responsabili di questa devastazione, non trascurando i celebrity chefs, e indica cosa possiamo fare per evitare il peggio. Non si tratta quindi solo di un film, ma di qualcosa di più: è una denuncia dei metodi neocolonialisti che i paesi occidentali utilizzano nei mari d’Africa, ad esempio; è una campagna per il consumo sostenibile del pesce; è un grido disperato affinché le aree marine protette abbiano la possibilità di riprendersi. Insomma, è un vero e proprio manifesto per una nuova etica della pesca. Il film racconta quanto sia importante operare in maniera congiunta nel settore della pesca e del consumo dei prodotti ittici. Il consumo sostenibile di pesce è il primo grande passo da fare per promuovere una sostenibilità nell’uso delle risorse ittiche non solo nei mari vicini al consumatore, ma anche per operare secondo un approccio globale, dato che globali sono ormai la circolazione e il mercato del pesce.

Da notare che proprio Feltrinelli Real Cinema, decisamente un marchio doc per film sulla nostra realtà spesso scomodi, ma non per questo non ‘necessari’ aveva pubblicato anche un altro documentario di argomento marino: The Cove – La baia dove muoiono i delfini, premio Oscar 2010 ambientato in una baia sperduta, un paradiso naturale che per sei mesi all’anno diventa trappola di morte per migliaia di delfini. A Taiji, sulle coste del Giappone, i pescatori catturano e uccidono i cetacei per soddisfare la richiesta di esemplari da addestrare per l’intrattenimento nei parchi acquatici o da macellare per la vendita nei supermercati di tutto il Paese. Un film potente e durissimo che, come Al Capolinea, è un J’accuse cinematografico intelligente e lungimirante contro la stupidità umana e le sue conseguenze altrimenti irrimediabili ai danni dell’ambiente.

 

 

Scritto da Marco Spagnoli
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