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2012 annus horribilis: meno 10% di spettatori

Attualità, Box Office, Trade

15/01/2013

Bilancio complessivamente negativo per tutta l'industria cinematografica italiana quello del 2012, in particolare quello del mercato theatrical che registra una flessione a due cifre (-10%) di spettatori rispetto al 2011, che ricordiamo fu altrettanto negativo con una perdita molto vicina a quella del 2012. Un pò meglio il dato relativo agli incassi che registra un -8%, la cui differenza è data dai film in 3D che hanno un prezzo maggiorato. Per l'esattezza 
le presenze del 2012 sono state pari a 91.310.793 (quelle del 2011 furono pari a 101.343.987) mentre gli incassi del 2012 sono stati pari a  608.954.249 euro (contro i 661.679.249 euro registrati nel 2011). Quindi un dato allarmante che raddoppia il trend negativo del 2011 e che andando in controtendenza rispetto ai principali mercati europei, evidenzia un trend che travalica  la contingenza economica del paese e la generale stretta dei consumi. Pur essendo molteplici le cause, non ultime le negligenze politiche, come sottolineato dal Presidente dell'Anica Riccardo Tozzi, che negli ultimi quindici anni non hanno mai sviluppato una politica culturale, il motivo contingente è legato alla fortissima flessione del cinema italiano, che ha visto la propria quota scendere dal 37,6% del 2011 al 26,5% del 2012, con una perdita di quasi 14 milioni di spettatori (dalle  35.975.111 presenze del 2011 alle 23.100.022 del 2012). In aumento invece sia la quota del cinema americano che raggiunge il 51,2% di spettatori contro il 46,8% del 2011 che quella del cinema europeo che passa dal  13,8% del 2011 al 18,3% del 2012.
Il Presidente dell'Anec Associazione degli esercenti cinematografici  Lionello Cerri sdrammatizza, disaggregando i dati complessivi e mettendo in evidenza un -33% legato alla stagione estiva (che nel 2012 a causa delle olimpiadi e dei mondiali di calcio e di una parallela riduzione dell'offerta ha toccato uno dei picchi negativi di sempre, contro un +3% del periodo settembre-dicembre. Nel ricordare inoltre che grazie ad una rinnovata sinergia tra tutti i player del mercato si stanno raggiungendo accordi importanti soprattutto in relazione all'offerta estiva dell'anno appena iniziato, oltre alla realizzazione di alcune importanti manifestazioni come la Festa del Cinema prevista nella seconda settimana di maggio che grazie ad un biglietto scontato a 3 euro in tutti i cinema e per tutti gli spettacoli dovrebbe riuscire a riportare al cinema anche gli spettatori 'smarriti'. Cerri individua quelli che, a suo parere, sono i maggiori problemi da risolvere per poter riequilibrare il mercato, il primo è quello della pirateria che in assenza di legislazioni adeguate sta cambiando le stesse abitudini degli spettatori che non percepiscono la illecità del downloading illegale, e l'altro è l'annoso problema delle sale di città che negli ultimi anni stanno letteralmente sparendo e che adesso si trovano di fronte ad una scadenza  drammatica, quella del 2014 in cui è previsto lo switch off della digitalizzazione delle copie dei film, che metteranno fuori gioco tutte le sale che non si sono adeguate tecnologicamente, in particolare le piccole sale di città che non hanno apparentemente i mezzi per farlo. Sulla stessa linea di Cerri anche il Presidente dell'Associazione dei Distributori dell'Anica Richard Borg che si dichiara molto soddisfatto dai risultati ottenuti con l'anticipo al giovedì del giorno di uscita dei film, che hannofatto registrare un +15% per quello che era uno dei giorni peggiori della settimana. Anche Borg ritorna sul tema della pirateria, ricordando come nei paesi dove vige una legislazione mirata (in particolare la Francia) il problema è sceso a livelli accettabili, e aggiungendo che accanto ad una normativa legislativa occorre anche una azione di sensibilizzazione dei giovani, attraverso le scuole, per ridefinire la realtà e l'entità di questo fenomeno.
Più pessimista il Presidente dell'Anica Riccardo Tozzi che ricorda come buona parte di questi problemi vengano da lontano e siano legati a doppio filo con l'assenza di una politica culturale che accanto ad una macchina burocratica obsoleta e inefficente ha creato danni devastanti. Non concorda Tozzi nell'imputare al cinema italiano tutta la responsabilità della flessione del pubblico, rilevando come ad esempio in questo inizio 2013, nonostante due film italiani stiano ottenendo ottimi risultati (vedi il film di Giuseppe Tornatore ed il film di Gabriele Muccino), il dato complessivo continua ad essere negativo. Per Tozzi sono due fattori concomitanti a scatenare un vero e proprio cambiamento delle abitudini del pubblico, da un lato la crisi economica e di conseguenza una minore diponibilità di spesa, e dall'altro la pirateria che permette di non dover rinunciare alla fruizione del prodotto. Questa situazione, secondo Tozzi, è ancora più devastante in prospettiva visto che con il minore utilizzo del cinema da parte della tv, in futuro i canali di sfruttamento saranno principalmente due: la sala e il web, quindi se non si corregge questa diseducazione alla pirateria il mercato italiano rischia di collassare. Per quanto riguarda la flessione del cinema italiano, le responsabilità secondo Tozzi sono legate anche alle scelte dei produttori che specialmente nel 2012 hanno proposto film d'autote troppo complessi e commedie troppo 'facili', estremizzando delle tendenze che non erano in sintonia con le scelte indicate negli anni precedenti dal pubblico che aveva privilegiato una linea 'mediana' che andrebbe recuperata  capace di coniugare cinema d'autore con il grande pubblico.

Scritto da Piero Cinelli
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