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007, si vive solo ventitré volte

Attualità, Recensioni

26/10/2012

Una vera sorpresa: cinquanta anni dopo il primo film, 007  viene reinventato ancora in maniera intelligente e letteralmente sorprendente da Sam Mendes, un regista di enorme talento che ci colpisce con il suo stile narrativo unico.

Sono molti gli spoilers che si rischiano in una recensione di un film come Skyfall: paradossalmente quella che potrebbe sembrare la rivelazione più importante, ovvero che James Bond viene creduto morto dopo un colpo sparato da un’agente con lui sul campo a Istanbul, non è la più importante e, nemmeno, quella più straordinaria.

Presente anche nel trailer, la morte di 007 il plot che dà inizio alla storia è soltanto l’alibi per scatenare il racconto dell’avventura più personale e originale di 007 che, creduto morto, viene cancellato dal servizio segreto britannico, fino a quando Londra ha di nuovo bisogno di lui e il suo senso di lealtà lo riportano a casa.

Il ritorno dal regno delle ombre non è tra i più facili: Bond è stato profondamente segnato dall’esperienza che ha vissuto e la sua salute fisica e mentale sono peggiorate di molto. M, il capo del servizio segreto britannico, però, ha bisogno di lui: uno dei nemici più potenti mai incontrati in mezzo secolo di missioni è in cerca di vendetta contro l’MI6 e questa volta saranno Londra e la Gran Bretagna lo scenario dello scontro finale.

Spettacolare, elegante e divertente Skyfall è senza dubbio il più stravagante 007 di tutti i tempi che oltre a rivelare molto del passato di Bond, getta una nuova luce su vari personaggi presenti nel film e il loro ruolo nella saga.

Interessante e insolita, questa pellicola rappresenta un’importante cesura con il recente passato della serie di film e, al tempo stesso, un’improbabile e paradossalmente perfetta saldatura con lo 007 classico dell’era Connery.

Molte le citazioni dei film che in questo mezzo secolo hanno appassionato diverse generazioni di spettatori, ma a divertire è soprattutto come vengono rispolverate una serie di elementi presenti in tutta la serie che gli amanti del cinema bondiano apprezzeranno particolarmente.

A patto, ovviamente, di concedere, dal terzo tempo del film una virata a 180° rispetto al passato con una storia di ossessione, violenza e morte che pur affondando le radici nella trama, è talmente “oltre” da risultare gotica e del tutto inedita per una serie di film come quelli legati a James Bond che sembravano averci raccontato davvero tutto.

Mendes, grazie alla sceneggiatura in cui si riconosce il tocco dello sceneggiatore de Il Gladiatore, John Logan, porta alle estreme conseguenze le scelte di 007 dando vita ad uno scontro fratricida tra personaggi estremamente simili e per questo significativamente opposti.

Senza volere rovinare la visione, si può notare, però, che ‘Silva’ il platinato killer gay che prova a sedurre Bond interpretato da Jevier Bardem è il più pericoloso dei nemici di 007 per il suo essere estremamente simile a lui. Inoltre i segreti di M, il crescendo di rabbia che fa del terzo tempo del film una sorta di western con Bond asserragliato in una tenuta scozzese, rendono tutto particolarmente inatteso e imprevedibile con una serie di colpi di scena a ripetizione.

Brillante e con un Daniel Craig particolarmente a suo agio nel ruolo dell’eroe lacerato, Skyfall rappresenta un intrigante e coraggioso tentativo di volere andare in una direzione diversa e per molti versi nuova, senza, però, dimenticare il passato e le aspettative nei confronti di un personaggio evidentemente destinato ad essere immortale e a continuare a piacere e a divertire le nuove generazioni di spettatori.

Non è un caso, infatti, che il cartello finale ricordi che ‘James Bond tornerà’, forse, davvero una delle pochissime certezze rimaste nel cinema e nel mondo che circonda dal 1962 la saga più lunga della storia dell’entertainment cinematografico e non solo.

Scritto da Marco Spagnoli
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